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Novembre cinematografico 2025

novembre 2025, Creplje sul Carso

Il Novembre cinematografico 2025 ha aperto, presso la Casa di Cultura di Creplje, uno spazio dedicato alla visione approfondita di film d’autore, agli incontri con i cineasti e alla riflessione condivisa sul mondo in cui viviamo. In quattro sabati consecutivi, lo schermo cinematografico si è trasformato in un luogo di storie intime, questioni sociali, viaggi musicali e straordinari destini umani.

Il ciclo si è aperto con la proiezione del film Družinica del regista Jan Cvitkovič, una storia intensa e al tempo stesso calorosa di una famiglia sull’orlo della sopravvivenza, che con la tipica empatia dell’autore ha stimolato una riflessione sulla responsabilità, la genitorialità e la vicinanza umana.

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È seguita una serata di San Martino con due documentari di Gregor Tozon. Kazeljski balet, dedicato agli abitanti del luogo e alla loro passione per il gioco delle bocce, coglie con finezza la poeticità e l’espressione artistica di questo sport, mentre l’autoritratto di Fran Milčinski – Ježek, Ta svet je pesmi vreden, rivela la vita personale e creativa di uno dei più grandi umoristi letterari sloveni. Entrambe le opere si distinguono per una straordinaria sensibilità e una sottile raffinatezza artistica.

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Alla proiezione dei film hanno preso parte anche i familiari e gli amici di Gregor Tozon – Aleš Berger e Dragica Sosič.
(Foto: Tina Jančigaj Ausec)

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La terza serata cinematografica è stata segnata dal documentario Šum Balkana del regista Boris Petkovič, un viaggio sonoro e visivo del musicista e compositore Tomaž Grom attraverso le città dei Balcani, dove la musica improvvisata incontra la strada, il caso e incontri imprevedibili. Il film conserva consapevolmente il “rumore” come elemento essenziale della narrazione, offrendo così una prospettiva diversa sul documentario contemporaneo.

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(Foto: Tina Jančigaj Ausec)

Il ciclo si è concluso con la proiezione del film Šamanka Branka del regista Matjaž Žbontar, ritratto di un’eccezionale etnologa e antropologa, Branislava Sušnik, che per diversi decenni ha studiato le lingue, le usanze e il patrimonio spirituale dei popoli indigeni del Sud America. Il film rivela la vita di una donna segnata dalla curiosità, dal coraggio e da una profonda dedizione alla ricerca sull’essere umano.

Ogni serata è stata accompagnata da un incontro con gli autori e da momenti conviviali di scambio di impressioni e di condivisione dell’esperienza cinematografica. Il ciclo ha offerto al pubblico un programma variegato ma tematicamente coerente, che ha portato nel territorio carsico un ricco fermento culturale e ha sottolineato l’importanza di un’espressione cinematografica d’autore, consapevole e riflessiva.

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